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CISL

Comunicato 26 settembre 2012

 

P.a., la Cisl Fp soddisfatta dopo l'incontro con Patroni Griffi: riparte la contrattazione
25 Settembre 2012

Faverin: "Dal ministro impegni concreti su spending review, relazioni sindacali e risorse per i contratti"

"Abbiamo chiesto e ottenuto che il ministro Patroni Griffi assumesse degli impegni concreti nei confronti dei lavoratori e del sindacato. La risposta è stata positiva". Il segretario generale della Cisl Fp, Giovanni Faverin, esprime soddisfazione per gli esiti dell'incontro di oggi con il ministro della Pa. Il risultato, infatti, è di quelli che mettono a tacere anche gli ultrà della protesta: "un accordo per gestire insieme la spending review e due atti di indirizzo all'Aran per altrettanti contratti quadro: uno sulla flessibilità in entrata e uno sulle relazioni sindacali nel pubblico impiego, che servirà anche per aprire la trattativa sulle risorse aggiuntive da destinare alla contrattazione integrativa".

"Dall'Intesa del 3 maggio in avanti, con il ministro abbiamo iniziato un percorso di confronto che sta dando frutti importanti. I dipendenti pubblici sono giustamente preoccupati per gli effetti negativi che possono derivare dai provvedimenti di spending review. Oggi abbiamo avuto la conferma che non ci può essere revisione della spesa fatta contro i lavoratori. Vale a dire che su riorganizzazione degli enti, criteri di mobilità, compensazioni e formazione non ci saranno decisioni dall'alto. Ma ogni passo sarà concordato con i lavoratori e i rappresentanti nei posti di lavoro. Faremo insieme una fotografia degli organici, ente per ente, una ricognizione delle professionalità e delle competenze e poi decideremo insieme su come gestire il riordino, senza danno né per i lavoratori né per i cittadini". Un ruolo da sviluppare in tutte le amministrazioni orientato da criteri che saranno definiti in un confronto a livello nazionale direttamente col Ministro e che saranno formalizzati in un Protocollo specifico.

"E poi c'è l'impegno a sottoscrivere un contratto nazionale quadro sulle relazioni sindacali nel pubblico impiego. Cioè un accordo che, superando il vuoto contrattuale, definisca un sistema di regole per indirizzare i processi di miglioramento dei servizi e di valorizzazione del personale. In altre parole, regole per far contare di più i lavoratori all'interno degli enti e per dare loro più voce nei confronti di amministratori e dirigenti". Ma soprattutto, rimarca il segretario della Cisl Fp, "il ministro ha preso impegni rispetto al punto su cui insistiamo da mesi: un accordo a legislazione vigente per definire la trattativa sulle risorse aggiuntive derivanti da risparmi di gestione e da destinarsi per metà alla contrattazione integrativa. Il cosiddetto art. 16 (dl. 98/2011), la norma sui piani di razionalizzazione che permette di rilanciare le retribuzioni dei lavoratori superando il blocco dei contratti".

Gli atti di indirizzo che il ministro invierà all'Aran per sottoscrivere i Ccnq, però, sono addirittura due: "Ci sarà un contratto quadro anche per regolare la flessibilità in entrata e quindi il rinnovo dei contratti a tempo determinato". Un contratto che farà chiarezza sul problema di tanti giovani qualificati in forza alle amministrazioni pubbliche e senza i quali alcuni servizi essenziali si bloccherebbero: "Tracceremo una linea certa tra flessibilità positiva e precarietà cattiva" spiega Faverin.

"Al ministro abbiamo anche chiesto con forza un impegno per definire nuovi vincoli per le amministrazioni in modo da garantire la trasparenza gestionale e di bilancio e abbiamo ottenuto l'impegno del ministro ad emanare con rapiditá una specifica direttiva".

"La nostra battaglia non si ferma" conclude il segretario della Funzione pubblica Cisl. "Il nostro impegno prosegue per aprire in ogni ente un tavolo di confronto sulla razionalizzazione della spesa e la riorganizzazione del lavoro. E far ripartire, come previsto dalla legge, la contrattazione collettiva e i salari dei lavoratori".


Per quanto riguarda i nostri Comparti è stato chiarito che la riduzione degli assetti organizzativi previsti dall'art. 2 del D.L. 95/2012 non riguarda l'Università e e l'AFAM. In proposito si richiama la direttiva n. 10/2012 emanata dal Dipartimento della Funzione Pubblica che richiamando le Amministrazioni destinatarie della deroga di cui al comma 4 del suindicato art. 2, tra queste incluse anche le Università in considerazione della specificità del loro ordinamento e dell'assetto organizzativo che le caratterizza.

 

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